Storie

chiesa neveE dai che ci si risiamo! Con il sopraggiungere dell’autunno e, con l’autunno, dei primi freddi, ricomincia la stessa solfa, il solito compatimento per quelli di Sirta. E via con le solite battute di spirito sul sole che se ne va e se ne sta via per un bel pezzo.

Magda Milena Raschetti

Storia di Ugo Camillo
1925-2019

Alla Sirta di Valtellina,
luogo del cuore.

Storia di Ugo Camillo è solo una storia, un ricordo di un uomo qualsiasi, uno come tanti, uno che ha lasciato il suo paese ma che è sempre rimasto uno della Sirta.

O forse no.

Storia di Ugo Camillo è, insieme alla storia di una persona, la storia di una vita, di un paese e di situazioni che, se non fosse stato per i suoi racconti e per l'impegno di sua figlia non sarebbero mai arrivati a noi. Ecco allora che intrecciate alle vicende personali e familiari di una vita di lavoro, fatica ed eventi che dimostrano un'esistenza guadagnata, possiamo leggere descrizioni di luoghi e di situazioni utili a ricostruire la vita di una famiglia di Sirta nei primi del '900 e nel caso specifico quella dei Raschetti detti "Sciuri".

Anticipiamo qui un passaggio dal libro:

La casa ha due cucine, quella dell’estate e quella dell’inverno. Quasi ogni giorno che Iddio manda sulla terra si prepara la polenta. Alle 11 la nonna accende il fuoco sotto una fascina nel camino grande della cucina di sotto, va alla fontana a riempire il paiolo di acqua, setaccia la farina gialla e armata di apposito bastone si accinge alla preparazione della polenta. Anch’io quando sono in casa collaboro a girare la polenta, ma la nonna vuole anche che per tutto il tempo reciti le preghiere del sale. Anime Sante, anime purganti, pregate per noi e noi pregheremo per voi. Quando muore qualcuno i parenti comprano un sacco di sale. Al cimitero, quando la cassa è già calata nella buca, tutti i presenti sfilano, ad uno ad uno raccolgono una manciata di terra e la gettano sulla bara in fondo alla fossa. Con le ultime condoglianze ognuno riceve per ringraziamento un sacchetto di sale, umile cristallo, prezioso per la gente che vive lontano dal mare, saporoso sulle labbra come la vita, bruciante delle ferite ma guaritore, amaro nelle lacrime come la morte. Ogni volta che si usa quel sale ci si ricorda del morto, ogni presa è un Requiem Aeternam, il sale dura molto, cucinare è sempre pregare.

Questa pubblicazione si inserisce di diritto nella bibliografia su Forcola quale preziosa raccolta di episodi legati al passato del nostro Comune.

Grazie Ugo Raschetti per la tua testimonianza e grazie Magda per averla fissata e condivisa con noi.

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