Dal lato sinistro la prima communità della squadra di Morbegno si chiama Forcola, puoco felice per il sito, che è tutto montuoso et sassoso, umbregiato, con contrate disperse, senza campi et puochi prati, quali ancora, perché sono nel piano, sono inondati dall'Adda. Ha la chiesa vice parochiale di S. Gregorio nella strada regia soggetta ad Ardenno; ha alcune contrate appresso il piano verso Colorina, cioè Serta et Selvetta, alcune nella montagna verso mattina, cioè Faeto, dov'è un oratorio, Foppa, Prato, Lavizolo et Sostilla. L'habitatori vivono di castagne et latte, et delli legni, quali vendono, proveggono all'altri bisogni. Tutte queste contrate fanno 80 fameglie. Puoco lontano da S. Gregorio si veggono nel piano, nella strada appresso il fiume Tartano, li vestigij d'una vecchia torre altre volte fortissima per l'angustie fatte dall'opposto monte Pelasco et un altro monte, alle radici del quale era posta, scorrendo Adda molto rapidamente tra quelle.
Don Giovanni Tuana, De rebus Vallistellinae - 1630 ca.
Il Dizionario corografico dell’Italia di Amato Amati è un’opera geografica e statistica pubblicata nella seconda metà dell’Ottocento (1875–1886), quando l’Italia stava consolidando la sua unità politica e amministrativa. Amati vi raccolse descrizioni di comuni, province e regioni italiane, annotando aspetti fisici, demografici, economici e sociali dei territori dell’epoca. Per piccoli centri come Forcola, queste schede offrono uno sguardo storico prezioso: ci restituiscono non solo dati, ma anche come veniva percepito e raccontato il paese nel XIX secolo. Inserire qui il testo del dizionario permette di confrontare passato e presente, arricchendo la narrazione locale con una fonte storica diretta.
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Un bel pomeriggio assolato quello immortalato nella foto che ritrae la piazza di Sirta gremita di gente per l'inaugurazione del monumento ai caduti, il 18 maggio 1924.
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Elenco dei componenti dei consigli comunali, delle giunte e sindaci del Comune di Forcola dal 1946 ad oggi.
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La sistemazione idraulica dell'Adda è sempre stata un grosso problema per tutti i governi che si sono succeduti in Valtellina fin dai tempi più antichi, nei secoli immediatamente successivi al Mille, le cose, a causa delle limitate risorse disponibili, si risolvevano affidando ai comuni il consolidamento delle sponde del tratto di fiume che li interessava; in questo modo però, data la povertà cronica di quasi tutti i piccoli comuni che si affacciavano sull'Adda, i rimedi erano sempre molto provvisori.
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Una quarantina d'anni fa, quando, giovane prete, mi portavo in bicicletta da Selvetta a Sirta, mi fermavo, in primavera, ad osservare le profumate ninfee che ornavano le pozze d'acqua in località Vallaccia o nel fosso presso la vecchia strada Valeriana che congiungeva ancora i due paesi. Colà c'erano sorgenti d'acqua sempre tiepide anche d'inverno, paradiso degli uccelli, delle rane, dei pesci e delle lontre che, qualche volta, i ragazzi portavano in paese come trofeo curioso.
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