Sostila è un piccolo borgo medioevale di pietra e di legno, adagiato su un pendio nel cuore della Val Fabiòlo. Non esiste una strada carrozzabile che vi arrivi: si raggiunge soltanto a piedi, seguendo antichi sentieri che un tempo collegavano le valli e le frazioni montane di questa zona della Valtellina.
Raggiungerlo significa immergersi in un paesaggio autentico, tra boschi di castagni, mulattiere lastricate e pareti verticali, fino a raggiungere panorami che si aprono sulla bassa valle fino al lago di Como.
Gli itinerari più battuti per raggiungere Sostila sono due: il primo parte da Sirta e risale la Val Fabiòlo fino a Bures, per poi deviare verso Sostila; il secondo inizia dallo slargo della Madonnina, lungo la strada provinciale per la Val Tartano, e raggiunge Sostila passando per la sella del Crap del Mezzodì.
A questi percorsi principali aggiungiamo due itinerari alternativi, entrambi collegati a Campo Tartano, che consentono di scoprire la rete di mulattiere e valichi che unisce le due valli.
1. Da Sirta a Sostila lungo la Val Fabiòlo
Punti di partenza e arrivo: Sirta – Sostila
Tempo necessario: 1 h 45 min
Dislivello: 530 m
Difficoltà: E (escursionistico)
Da Sirta, frazione del comune di Forcola, si imbocca la storica mulattiera che risale la Val Fabiòlo. Dopo aver lasciato alle spalle la chiesa di San Giuseppe, il sentiero si inerpica nel bosco, costeggiando il fiume per un lungo tratto dove antiche cappelle votive scandivano un tempo le tappe del cammino.
La salita alterna tratti acciottolati e lastricati a passaggi su terra battuta, offrendo inizialmente viste panoramiche sulla piana dell'Adda (Baach) e scenari misteriosi e unici una volta entrati nella valle. Dopo circa un’ora di cammino si raggiunge Bures (650 m), dove si trova una piccola cappelletta votiva. Qui si svolta a destra e, seguendo il sentiero ben marcato, si risale il versante fino a raggiungere il nucleo di Sostila (821 m), riconoscibile per le sue case in pietra e la chiesetta della Madonna della Neve.
Il percorso è interamente segnalato, ma richiede un minimo di allenamento per il dislivello e i tratti di salita costante.
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2. Dalla strada provinciale della Val Tartano a Sostila
Punti di partenza e arrivo: SP 11 – Sostila
Tempo necessario: 45 min
Dislivello: 160 m
Difficoltà: EE (escursionisti esperti)
Dopo il decimo tornante della strada provinciale 11 della Val Tartano si trova uno slargo con una piccola edicola, la Madonnina, e un cartello “Benvenuti in Val Tartano”: qui si può parcheggiare.
Sul lato opposto della strada parte il sentiero (quota 840 m) che sale deciso fra radi abeti. Dopo un primo strappo, la traccia piega a destra e prosegue in diagonale, incontrando un altro sentiero proveniente dalle case del Dosso di Sopra. Si sale a sinistra, affrontando un tratto esposto e un breve passaggio su roccia attrezzato con catene fisse e staccionate in legno: in caso di pioggia o terreno bagnato è bene stare attenti.
Superato il tratto più impegnativo si raggiunge una pianetta erbosa (Ciöda Granda, 1000 m) dove si apre una magnifica vista sulla bassa Valtellina e sull’alto Lario. Da qui si scende dolcemente verso nord fino alla sella del Crap del Mezzodì (977 m), sul crinale affacciato sulla Val Fabiòlo.
Il sentiero prosegue poi sul versante della Val Fabiòlo, passando accanto alle baite del Prato e dell’Era, per poi attraversare la località Aret e raggiungere infine Sostila (821 m).
L’itinerario è breve ma impegnativo: il fondo irregolare e alcuni tratti esposti richiedono passo sicuro e attenzione.
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3. Da Somvalle a Sostila passando per Bures
Punti di partenza e arrivo: Somvalle – Sostila
Tempo necessario: 1 h
Dislivello: 650 m
Difficoltà: E (escursionistico)
Da Somvalle (1025 m) si parte nei pressi della cappelletta del “Gisöol del Zapèl de Ual” e si imbocca la mulattiera che scende nella Val Fabiòlo.
Dopo aver lasciato sulla sinistra il primo tratto della pista agro-silvo-pastorale e superata la briglia sul torrente Fabiòlo, il percorso si inoltra nei prati, ben delimitato da muretti a secco. Si raggiunge così la frazione Sponda (909 m), caratterizzata da baite e una cappelletta restaurata, per poi continuare la discesa lasciando sulla destra una solitaria abitazione in località Pradèl.
Il sentiero prosegue accanto al fiume passando su un bel ponte a schiena d'asino detto "della Palanga" fino alla località Bures (650 m), dove si trova una nicchia votiva e un bivio identificabile dai cartelli segnavia presenti nel prato: qui si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni per Sostila.
La mulattiera prosegue nei prati sopra il borgo salendo nel bosco fino a raggiungere una fontana posta nei pressi di un tornante. Proseguendo verso destra in breve si raggiunge Sostila, meta dell’escursione, con le sue case in pietra e la chiesa della Madonna della Neve.
Il percorso è vario e ben segnalato, adatto anche a camminatori mediamente allenati.
Variante (EE): se non si volesse scendere fino a Bures è possibile risalire il versante della valle verso Sostila dalla località "Sota al sass" (bivio segnalato da frecca segnavia) e raggiungere, con un sentiero secondario la fontana nei pressi del tornante citata sopra.
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4. Dalla frazione Cà a Sostila per il Culmine di Campo
Punti di partenza e arrivo: frazione Cà (Campo Tartano) - Sostila
Tempo necessario: 1 h 30 min
Dislivello: 500 m
Difficoltà: EE (escursionisti esperti)
Dal nucleo di Ca’, poco sopra l’abitato di Campo Tartano, ci incamminiamo verso il dosso che lo sovrasta, seguendo il sentiero n. 170 – Sentiero del Sole. Il tracciato sale con una serie di tornanti, offrendo splendidi panorami su Campo, sulla diga e sul Ponte nel Cielo. Lungo il sentiero si incontrano prima un punto panormamico attrezzato con altalena e poi, seguendo le indicazioni per Sostila, altri giochi in legno in località Pciani. Da qui imbocchiamo la discesa verso Sostila lungo la dorsale del Crap del Mezzodì, in un bosco fitto e ombroso, a tratti esposto e consigliato ad escursionisti esperti ma di grande fascino sia per il contesto naturale che per la vista sulla bassa Valtellina.
Prima della Bocchetta di Ciöda Granda (977 m) una breve deviazione conduce a un dosso panoramico con un binocolo d’osservazione: un punto ideale per ammirare le montagne circostanti. Tornati sul sentiero principale, si svolta a destra e si scende verso le baite dell’Era; da qui al bivio successivo si può scegliere se utilizzare la mulattiera principale e portarsi ad Arèt oppure tenere subito la destra per il sentiero più stretto, che porta alle baite di Sostila dall’alto, offrendo una splendida vista sul paese e sulla chiesetta della Madonna della Neve. Il percorso è impegnativo ma di grande fascino, consigliato a escursionisti esperti o accompagnati.
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Consigli utili
Tutti i sentieri che portano a Sostila sono ben segnalati ma richiedono passo sicuro e un minimo di allenamento.
È consigliato indossare scarponcini da trekking, portare acqua e bastoncini per la salita.
In caso di pioggia o terreno bagnato, evitare i tratti esposti dell’itinerario della Madonnina e la discesa dal Culmine di Campo.
Nei mesi estivi, i parcheggi lungo la SP11 della Val Tartano possono essere limitati; conviene partire presto o scegliere giorni feriali.
In ogni stagione ma soprattutto in primavera e in autunno, l’arrivo a Sostila ripaga ogni sforzo: il borgo, sospeso tra montagna e silenzio, è una piccola finestra sul tempo passato e sul ritmo lento delle valli di un tempo.
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