Cima dassolaINTRODUZIONE

Meta panoramica di prim'ordine praticamente sconosciuta: tan't è vero che anche anche la cartografia e i pochi escursionisti locali utilizzano anche un altro nome (Cima Zocca) per identificarla ma che in realtà dovrebbe essere il nome di una vetta contigua. Il percorso è privo di difficoltà tecniche (solo, attenzione all'ultimo tratto un po' roccioso in caso di neve), ma quasi totalmente privo di segnalazioni: lungo un tratto boscoso fra la casera e la vetta - non intuibile nè evidente - una decina di bolli sbiaditi permette di orientarsi a malapena. Dalla croce di vetta, nelle giornate favorevoli per trasparenza dell'aria, si può ammirare un tratto di alpi dal Cervino all'Adamello.

 

Difficoltà:
Periodo Consigliato: maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre 
Tempo Complessivo: 5h00' 
Tempo di Salita:  3h00' 
Tempo di Discesa: 2h00' 
Esposizione:  Ovest
Quota di partenza:  1062 m 
Quota di Arrivo:  2166 m
Dislivello:  1104 m  
Accesso:  Da Milano a Morbegno lungo le statali 36 e 38; si prosegue in direzione Sondrio fino a poco oltre il viadotto sul torrente Tartano, dove si svolta a destra in direzione Val Tartano. Appena superato il paese di Campo, subito dopo il cimitero, si parcheggia nell'adiacente contrada Somvalle. 

 

DESCRIZIONE

Dal parcheggio di Somvalle 1062m si prosegue attraverso la piazzetta centrale e quindi si sale subito a sinistra (varie possibilità) a raggiungere la ripida mulattiera a gradoni già visibile oltre la contrada. Si percorre un lungo traverso ascendente nel bosco di latifoglie che si raggiunge subito dopo due caselli dell'acquedotto; raggiunta una costolatura (margine settentrionale della Val Fulfulèra) la si risale con una serie di brevi tornantini ripidi e sassosi fino al suo culmine. Qui, da un versante caldo e assolato, si volge improvvisamente a ENE e - in semipiano - si attraversa lungamente una abetaia umida e buia: oltrepassato un canale di frana si giunge ad una valletta paludosa secondaria aperta alla base dell'Alpe DàssolaAlpe Dassola a circa 1700m. Sull'altro lato della conca, poche decine di metri nel bosco portano a raggiungere il punto più basso della vastissima radura di Dàssola - da 1737m a 1930m.

Dalla prima baita isolata si risale il pascolo abbandonato fino alle baite della casera (piccolo gruppo di rustici con cappelletta votiva) e quindi, seguendo vaghissime tracce nell'erba, alla baita più alta. Le tracce proseguono - quasi invisibili - in piano: appena entrati nuovamente nel bosco è necessario fare riferimento ad un muro a secco, dove si nota un primo bollo di vernice rosso scuro. I segnali sono visibili sui tronchi degli alberi e guidano la risalita di una valletta ricoperta di rododendri; al suo termine una nuova radura (baita con adiacente tronco di larice fulminato) precede il raggiungimento di un sottile crinale a confine con la media Valtellina (belle inquadrature panoramiche): da qui un sentiero - anche con tratti di adattamento artificiale - conduce fino ad una conca sotto la verticale delle rocce di vetta.Cresta Si prosegue - vista l'impraticabilità del versante - compiendo un ampio giro verso sinistra in senso orario sui dossi sassosi a margine della conca fino a raggiungere un grosso ometto di pietre. Da questo si sale ad attraversare una pietraia instabile in direzione di una breve cengia alla base di un lastrone di roccia: pochi passi e si raggiunge la cresta erbosa e sottile che conduce alla croce della Cima di Dàssola 2166m.
Ritorno per la via di andata.

Marco Bonati - inalto.org

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