Fra la montagna e l'Adda, giace una bella pianura, di cui però l'Adda sommerge non piccola parte; ma più in giù il fiume lambisce direttamente la falda del monte che gli sovrasta a mezzogiorno; in questo luogo, poi, presso la via principale, sorge la chiesa di S. Gregorio che ha dato il nome a questa frazione. Lì presso vi è un'osteria e un traghetto per passare al di là dell'Adda nella squadra di Traona.

Von Weineck Giovanni Guler "Raetia", Zurigo, 1616.

Feliciano NinguardaEcco ciò che vide e conobbe di Forcola il Vescovo Feliciano Ninguarda, dagli atti relativi alla sua Visita pastorale in Valtellina. Le note al testo sono le precisazioni di Don Santo Monti del 1892 che ci offrono un altro spaccato della realtà comunale e parrocchiale in un altro periodo storico.

M. dei Cas ha raccolto in un unico video le stupende immagini da lui realizzate sul territorio di Forcola. Un condensato di natura, cultura e tradizioni da non perdere.

sirta adda

canneto Una quarantina d'anni fa, quando, giovane prete, mi portavo in bicicletta da Selvetta a Sirta, mi fermavo, in primavera, ad osservare le profumate ninfee che ornavano le pozze d'acqua in località Vallaccia o nel fosso presso la vecchia strada Valeriana che congiungeva ancora i due paesi. Colà c'erano sorgenti d'acqua sempre tiepide anche d'inverno, paradiso degli uccelli, delle rane, dei pesci e delle lontre che, qualche volta, i ragazzi portavano in paese come trofeo curioso.

guidaMi rivolgo in questo articolo ai numerosi turisti che scelgono di passare felici momenti in Valtellina, magari per una passeggiata o una sciata in qualche rinomata stazione climatica montana e che, nonostante partenze intelligenti e piani anticode, spesso si ritrovano imbottigliati nel traffico nel momento in cui decidono di tornare lungo la SS38, soprattutto nel tratto di strada statale che interessa anche il nostro territorio comunale.

San gregorioQuest’articolo, che parla ancora della chiesa di S. Gregorio “in strata”, sulla strada Valeriana cioè, vuole completare qualche curiosità di quel luogo che, ora solitario, un tempo era invece un posto d’intenso transito fluviale ed intervallivo: da quel “porto”, infatti, partivano vari sentieri che salivano la Val Tartano verso Sostilla o verso Campo per la stradicciola del maggengo Quagel.

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