“Sirta"

 Scheda descrittiva del sentiero (3) Sirta - Alfaedo - Cà Redunda - Val Fabiòlo - Somvalle

Località di partenza

Sirta m 298

Lunghezza

5,83 km

Quota massima

1072 m

Dislivello complessivo in salita

1151 m

Arrivo

Somvalle

Acqua sul percorso

Sirta - Lavisolo - Foppa - Alfaedo - Ronco - Somvalle

Parcheggio libero

Sirta, presso il ponte sull'Adda - Vedi foto sulla mappa

Traccia GPS

GPX -  KML

Località principali lungo il percorso

(click sulla località per i dettagli)

Sirta

Alfaedo

Val Fabiòlo

Somvalle

 

Traccia del sentiero sulla mappa

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Descrizione

La salita qui proposta inizia nel paese di Forcola Sirta, la quale, tenendosi all'esterno della Val Fabiolo, che sbocca alla spalle dell'abitato, risale il versante boscoso passando gli interessantissimi nuclei di Lavisolo e Foppa che conservano interessanti esempi di architettura rurale e, infine, il borgo di Alfaedo. L'abitato sorge, quasi invisibile dal basso, mascherato dal bosco, sulle pendici inferiori della Cima della Zocca 2166 m, la cui lunga dorsale Nord-ovest determina il versante destro orografico della Val Fabiolo. L'itinerario prosegue ancora per arrivare infine sulla vasta terrazza prativa della "Ca redunda", la casa rotonda, da dove con una breve deviazione si raggiunge la cima della Motta luogo panoramico eccellente sulla Val Fabiolo, sulla Media Valtellina e sulla prospiciente Val Masino di cui si possono ammirare le alte vette fra cui quelle del Pizzo Badile e del Pizzo Cengalo.

casa rotondaPer quanto creduta una vecchia torre, la "Ca redunda" non è altro che un manufatto un po' particolare la cui architettura si discosta completamente da quella usuale delle case rurali valtellinesi. Pare che l'abbia costruita così il signor Giuseppe Tocalli un personaggio un po' originale che voleva fare una casa diversa dalle altre, che erano tutte squadrate.
Il percorso non è segnalato ma si svolge quasi interamente su mulattiere ancora frequentate; solo oltre Alfaedo ci potrebbe essere qualche possibilità di incertezza.

 

Percorso

Dalla piazza alle spalle del Municipio di Sirta, imboccare a sinistra la larga mulattiera che passa ai piedi dell'evidente parete rocciosa della Caurga. Dopo una lunga serie di tornanti, poco oltre una cappelletta, si incrocia una bella mulattiera che sale verso sinistra ad angolo retto. Si può, per chi lo desiderasse, abbandonare il percorso principale per prendere questa deviazione che sbuca ben presto sui prati di Lavisolo 461 m. Raggiunte le baite soprastanti si devia a destra tornando sul percorso abbandonato. Al primo tornante successivo, lasciata a destra la deviazione che porta in Val Fabiolo, proseguiamo fino ad un altro tornante con una freccia rossa che indica una variante possibile che porta ad Acquazzo 479 m, dove giunge una diramazione della strada carrozzabile la quale da Selvetta conduce ad Alfaedo. Proseguendo, invece, lungo la mulattiera principale si raggiungono i prati di Ganda in corrispondenza di alcune vecchie baite al limite del bosco. La via prosegue alle spalle di queste baite entrando nel bosco, sale poi verso Sud-est, traversa un piccolo corso d'acqua e arriva al maggengo di Foppa 692 m (qui giunge una seconda deviazione carrozzabile che si stacca dalla strada di Alfaedo). Alla prima baita si piega a destra entrando in un camminamento delimitato da due muri a secco, poi il sentiero volge ancor più a destra, passa a monte di una baitella addossata ad un grande masso e torna nel bosco piegando ora a sinistra. Un lungo diagonale e qualche tornante portano, mulattierainfine, alla periferia occidentale di Alfaedo 803 m. Entrati brevemente fra le prime case si piega tosto a destra salendo due rampe di gradini che immettono in un viottolo che si abbandona quasi subito per prendere a destra nei prati. Con un lungo diagonale su traccia inerbita, si giunge infine al limite dei prati di Alfaedo, dove la traccia piega a sinistra fra due file di paletti di legno salendo ripida fino al limite del bosco, nei pressi di una baita. Si prosegue a destra e, poco dopo, si passa accanto ad altre due baite, 894 m, poco oltre le quali si sbuca sui limite inferiore dei prati di Ronco 990 m s.l.m.. Il tracciato originale, oggi in parte invaso da un torrentello, sale subito verso destra, al margine dei prati. Si consiglia invece di seguire la larga mulattiera che si dirige verso sinistra raggiungendo alcune baite per poi proseguire su larga traccia nei prati. La lunga traversata porta a superare un muretto a secco, al limite fra il bosco e il prato; oltrepassato il muro deviare a gomito a destra seguendo un buon tracciato che, poco dopo, sbuca al margine superiore dei prati di Ronco. Si prosegue sullasentiero motta traccia che nell'ultimo tratto costeggia una rudimentale recinzione per giungere di nuovo al limite del bosco, dove dal basso giunge il sentiero originale abbandonato poco più in basso. Per ottimo tracciato, in un magnifico bosco di pini e abeti, si sale raggiungendo la sella che precede la Motta. Valicato il colle si scende per una valletta boscosa e, in breve, si giunge al limite del magnifico "Pràa Pamusìi", 1070 m s.l.m. delimitato da un muro a secco. Panorama grandioso, in cui spicca la casa rotonda.
Dalla vasca addossata al muro a secco si devia a sinistra in piano imboccando in breve il largo sentiero che scende in Val Fabiolo. In ambiente estremamente suggestivo, lungo una ripidissima costa di rocce e pini silvestri si raggiunge un gruppo di baite a 894 m (la Motta), poi si prosegue ancora la discesa fino ad incrociare la larghissima e ben acciottolata mulattiera che percorre la val Fabiòlo. Risalendo l'ultimo tratto si giungerà fino allo slargo dell'antico maggengo di Sponda, un tempo alpeggio, che sorge proprio sotto il campone di Somvalle, cima della val Fabiòlo e meta dell'escursione.  

 

Galleria Fotografica

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