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La Cropa è una polenta unica nel suo genere e fra poche righe ne capirete il motivo. Per i meno esperti della cucina valtellinese la potremo definire, sminuendo però le sue peculiarità, una variante della classica polenta taragna (per chi proprio non bazzica le alpi "taragna" vuol dire polenta col formaggio).

polenta cropa

Rimane peraltro difficile descriverla in maniera adeguata: a supporto del testo servirebbero gli odori della tavola imbandita, i rumori della festa, una descrizione multisensoriale insomma. In attesa che internet e la tecnologia ci permetta di realizzare questa esperienza di vita, faremo del nostro meglio per darvi un'idea del piatto. Però vi avvisiamo fin da subito: questo piatto non è adatto a maniaci della linea, certamente nessun dietologo ve lo consiglierà mai.

Ricetta (da maneggiare con cura):

Iniziamo col dire che, come tutti i piatti tipici, una ricetta precisa non esiste. Per la cropa, allo stesso modo, potremmo rifarci a qualche libro di ricette e invece preferiamo fare a modo nostro assistendo i più "saggi" alla sua preparazione.

Gli ingredienti:

farina di grano saraceno;
patate;
formaggio valtellinese (casera);
panna fresca (in quantità equivalente all’acqua che serve per fare la polenta normale; versione più light? Metà panna e metà latte. Ancora più light? Metà panna e metà acqua).

Come preparare la cropa:

Bollire le patate e, una volta cotte, pelarle e passarle nello schiacciapatate.
Nel frattempo si porta in ebollizione la panna fresca in una ghisa.
Quando la panna arriva a bollire aggiungete le patate schiacciate, la farina (lentamente per non creare grumi) e un pizzico di sale (non molto perché ci sarà anche il formaggio); quindi “tarare” come fosse normale polenta. Tarate, tarate ma non calcate finché la cropa è cotta al punto giusto (tempi a discrezione del cuoco), unite il formaggio, ancora tre o quattro colpi di tarai e il piatto è pronto. Imprunare.

polenta cropa

Glossario tecnico:

- ghisa: casseruola per la polenta
- tarare: gesto atletico molto simile al mescolamento ma molto più energico e per nulla banale. La giusta postura di piedi, bacino e spalle si raggiunge dopo ore di allenamento per non parlare del movimento rotatorio del tarai.
- calcare: gesto di evidente significato ma meno tecnico del tarare. Assolutamente da evitare nella preparazione della polenta.
- imprunare: rovesciamento repentino della pentola della polenta per farla cadere sulla basla.

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